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Cartoceto si tira fuori dalla fusione a quattro. Il perché del sindaco Rossi

05 Dicembre 2015

Le assemblee pubbliche promosse dai movimenti civici stanno portando finalmente il dibattito tra la popolazione. In occasione di questi incontri il sindaco di Cartoceto Enrico Rossi ha espresso la sua posizione: “No alla fusione a queste condizioni”. Gli abbiamo chiesto di dirci qualcosa di più in merito.
Il primo cittadino dice di non essere contrario alla fusione a priori, anzi la creazione di un comune di oltre 12mila abitanti potrebbe essere una importante opportunità politica. Ciò che Rossi vorrebbe evitare è “un salto nel buio”. Ad oggi, sembrerebbe infatti ridimensionata la convenienza economica che deriverebbe dalla fusione in quanto la Legge di Stabilità del Governo, in fase di approvazione, dovrebbe cancellare il patto di stabilità per i comuni virtuosi.

«Se la questione economica non è più cosi allettante – continua Rossi – noi siamo contrari alla modalità ed ai tempi della fusione: occorre fare un piano di fattibilità chiaro, non una paginetta di intenti come una letterina di Babbo Natale, dove si capisca chiaramente come ridistribuire i dipendenti, i servizi, come e dove verranno investite le risorse del comune unico cercando di garantire una distribuzione uniforme su tutto il territorio».

Questo piano andrebbe, secondo Rossi, esposto ai cittadini in modo chiaro. Inoltre, sempre secondo Rossi, nulla vieterebbe di poter sottoporre ai cittadini il referendum prima che i singoli consigli comunali approvino la fusione (e non farla ratificare successivamente ai cittadini).

«Già oggi come Unione dei Comuni – spiega Rossi – abbiamo diversi servizi in comune. Per arrivare a fare un unico bando del trasporto scolastico ci abbiamo messo un anno e mezzo perché occorreva uniformare le diverse gestioni dei quattro comuni ma oggi il risultato è stato raggiunto con importanti vantaggi. Per questo dico che la fretta fa i gattini ciechi e dobbiamo studiare bene un passo che sarà irreversibile».

Il sindaco Rossi cita infine anche un certo senso di resistenza culturale a cui dover far fronte. «I giovani della Realmetauro sono già abituati ad allenarsi in un campo o nell’altro dei quattro comuni, sicuramente le generazioni più adulte fanno più difficoltà a pensare ad un unico comune. Anche per questo occorre più tempo!». A Rossi chiediamo poi come sarà l’eventuale rapporto tra Cartoceto ed il nuovo comune unico.

«Sarà un’unione a due nella misura in cui si continuerà a mettere insieme dei servizi per ottimizzarli» risponde Rossi.

E dell’idea di una fusione in un secondo momento? «Perché no, ma sempre con un progetto chiaro».

Per chiudere chiediamo una parola definitiva sulla possibile fusione tra Cartoceto e Fano. «Niente fusione con Fano – afferma Rossi – penso piuttosto ad una serie di collaborazioni importanti vista la vicinanza tra i nostri due comuni, tra cui la creazione di un distretto turistico per valorizzare il mare di Fano e le nostre colline».

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